#cHIVuoleconoscere
KNOW MORE TEST BETTER

Negli ultimi anni, il progetto #cHIVuoleconoscere si è affermato come uno degli interventi cardine di Bergamo Fast-Track City nella risposta all’HIV/AIDS, contribuendo in modo significativo alla promozione della consapevolezza e della prevenzione tra le giovani generazioni. Grazie a un approccio educativo innovativo, partecipativo e inclusivo, il progetto ha coinvolto attivamente studentesse e studenti delle scuole di Bergamo e provincia, favorendo un concreto miglioramento delle conoscenze sul tema e una riduzione dello stigma ancora associato all’infezione. I risultati raggiunti hanno evidenziato con chiarezza il valore di queste azioni e la necessità di garantirne la continuità e l’ampliamento, al fine di coinvolgere un numero sempre maggiore di giovani e sostenere un cambiamento culturale duraturo. Con la nuova edizione, intendiamo rafforzare ulteriormente il passaggio dalla consapevolezza all’azione, valorizzando in particolare l’opportunità di effettuare il test per l’HIV e per le altre infezioni sessualmente trasmissibili (IST). L’obiettivo è incrementare le occasioni di screening per i giovani coinvolti, favorendo la possibilità di accedere al test nei luoghi che frequentano quotidianamente, come gli spazi scolastici, presso il Check Point cittadino o durante eventi organizzati sul territorio. Le scuole secondarie di secondo grado, i CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) e l’Università degli Studi di Bergamo saranno quindi incoraggiati non solo a promuovere momenti di sensibilizzazione, informazione e formazione, ma anche a trasformarli in concrete occasioni di attivazione personale, attraverso l’offerta di giornate di screening.

Le scuole secondarie di secondo grado di Bergamo e provincia rimangono il principale setting di intervento per le attività di formazione sulla salute sessuale previste dal presente progetto, con un focus specifico sull’HIV, che continua a rappresentare l’infezione sessualmente trasmissibile maggiormente associata a stigma, pregiudizi e barriere culturali. Il progetto si fonda su un approccio di Comprehensive Sexuality Education (CSE), che integra in modo coerente gli aspetti affettivi, relazionali e sessuali con contenuti specifici sulla prevenzione delle IST, sull’accesso ai servizi e sui determinanti sociali della salute. Favorire la riflessione critica sui comportamenti, rafforzare la consapevolezza della responsabilità individuale nelle scelte di salute e intensificare il coinvolgimento proattivo e il protagonismo dei giovani costituiscono leve centrali per aumentare l’efficacia delle azioni preventive e la propensione al testing.L’approccio particolarmente adottato si è dimostrato efficace anche nel contrasto allo stigma e ai pregiudizi, soprattutto attraverso la diffusione dell’evidenza scientifica U=U (Undetectable = Untransmittable), che consente di promuovere una narrazione dell’HIV basata su dati scientifici, diritti, inclusione e responsabilità condivisa, contribuendo a ridurre la discriminazione ea favorire l’accesso precoce alle cure.

In un’ottica di equità e inclusione, il progetto prevede interventi mirati nei CPIA, contesti frequentati prevalentemente da giovani e adulti stranieri, spesso con un recente percorso migratorio e con un accesso disomogeneo ai servizi sanitari e alle informazioni sulla salute sessuale. In tali contesti vengono fornite informazioni di base sulla prevenzione dell’HIV e delle IST attraverso strumenti comunicativi accessibili e materiali multilingue.

L’Università degli Studi di Bergamo rappresenta un ulteriore ambito strategico di intervento: a partire dall’esperienza avviata nella precedente edizione con il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, il progetto intende ampliare e sistematizzare le azioni di sensibilizzazione, sviluppando – in collaborazione con la Consulta degli Studenti e con i docenti di riferimento – iniziative innovative e partecipative rivolte alla popolazione universitaria. In ciascun contesto, le attività di informazione e formazione saranno integrate da azioni concrete di attivazione, tra cui momenti di screening all’interno degli spazi scolastici e universitari, il concorso per la produzione di materiali informativi, mostre ed eventi inseriti nel programma della rete Bergamo Fast-Track City, nonché ulteriori iniziative ideate e realizzate direttamente dai giovani. Questa integrazione tra educazione, empowerment e accesso ai servizi rappresenta un elemento qualificante del progetto e ne rafforza l’impatto complessivo. I materiali informativi prodotti dagli studenti saranno inoltre diffusi, attraverso i canali della rete Bergamo Fast-Track City ei contesti territoriali, anche alla popolazione generale, ampliando l’impatto delle azioni di sensibilizzazione oltre i setting educativi e contribuendo a una più ampia cultura della prevenzione e del contrasto allo stigma.

Il progetto è sostenuto da un contributo del Community Award Program 2026 di Gilead Sciences e da Caritas Diocesana Bergamasca.

Potete trovare i dettagli e la descrizione puntuale della proposta alle scuole qui.

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