Le chiavi di casa

L’obiettivo principale del progetto è ridurre le difficoltà d’accesso alla casa a vantaggio di persone con scarse risorse economiche e difficoltà di ordine personale, familiare e sociale, attraverso l’utilizzo di alcuni appartamenti gestiti dall’Associazione, proposti con affitto a canone accessibile e caratterizzati da progetti di tutoraggio e accompagnamento all’inserimento abitativo e sociale.

L’intervento si articolerà, attraverso percorsi personalizzati, a partire dall’ambito dell’autonomia abitativa, con un’attenzione estesa all’area dell’inserimento sociale e lavorativo.

Si prevedono progetti elastici e modulati con tempi e modi personalizzati: da progetti di breve/medio periodo per il superamento di fasi acute ed emergenziali, a progetti a medio/lungo termine caratterizzati da contratti di affitto pluriennali.

Saranno garantiti il supporto socio-educativo, soprattutto nella fase iniziale dell’inserimento, per un reale raggiungimento e mantenimento dell’autonomia e una successiva attività di monitoraggio per supervisionare la tenuta dell’inserimento nel lungo periodo.

La logica di questi interventi prevede l’utilizzo di unità abitative distribuite sul territorio in modo da evitare concentrazioni in un unico o pochi edifici di troppi nuclei familiari problematici con il rischio di creare effetti di “amplificazione” del disagio o di ghettizzazione.

Altra caratteristica di fondo dell’iniziativa è legata al coinvolgimento delle realtà locali pubbliche e private nella gestione dei singoli progetti di inserimento abitativo, soprattutto in relazione alla correlate e indispensabili azioni a supporto riguardanti la sfera delle relazioni familiari, sociali e del lavoro.

L’intervento previsto da questo progetto si integra, dal punto di vista strategico e metodologico, con una serie di azioni avviate nell’ultimo quinquennio in alcune abitazioni di proprietà, in affitto o in uso dell’Associazione (anche attraverso una specifica convenzione con l’ALER di Bergamo).

Il Progetto “Le Chiavi di Casa ” è stato finanziato da risorse interne dell’Associazione “Comunità Emmaus” e da un bando del 2008 della Fondazione della Comunità Bergamasca.

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