Il gruppo Comunità Emmaus riserva da sempre un’attenzione privilegiata ai temi della prevenzione e della formazione e, conseguentemente, al mondo della formazione educativa e scolastica. Il Centro Studi del gruppo si occupa spesso di ideare e sviluppare progetti formativi ed educativi nelle varie aree tematiche di cui il gruppo si occupa (dipendenze, HIV/AIDS, minori e famiglia).

Una sensibilità particolare è rivolta anche al tema del volontariato e della promozione della cultura dell’accoglienza e della solidarietà

Stage e tirocini

Da un lato, queste attenzioni si traducono nella disponibilità ad accogliere studenti universitari e neolaureati offrendo la possibilità di svolgere attività di stage e di tirocinio presso le nostre strutture. Riteniamo che l’esperienza “sul campo” sia più che mai necessaria a fronte di percorsi di studio spesso troppo teorici e “distanti” dalla realtà.

Lo stage o il tirocinio offrono l’opportunità di immergersi, con gradualità e affiancati dagli operatori, nella quotidianità dei vari servizi e progetti, cogliere il ruolo delle diverse figure professionali che vi operano, comprendere i meccanismi di funzionamento dell’equipe e le modalità di interazione con la rete dei servizi territoriali, indagare e approfondire le aree tematiche specifiche di pertinenza dei singoli servizi.

Le aree di studio interessate sono quelle sociali, educative e psicologiche e bisogna sia attiva apposita convezione con le Università che il singolo studente frequenta. Il gruppo ha aperte convenzioni con l’Università di Bergamo e alcune Università di Milano (Bicocca, Cattolica). È comunque possibile attivarne nuove e specifiche.

Stage e tirocini possono anche riguardare figure professionali di tipo socio-assistenziale, come A.S.A. o O.S.S., presso le strutture di accoglienza residenziale che ne prevedono la presenza come le case alloggio per persone con HIV/AIDS.

Percorsi formativi e attività di prevenzione

L’esperienza accanto alle persone che vivono problematiche di dipendenza, con HIV e malate di AIDS e, più in generale, di fragilità personale e familiare rendono evidente l’importanza della realizzazione di percorsi finalizzati alla prevenzione, alla promozione e alla crescita culturale e sociale attorno a queste problematiche.

Comunità Emmaus ha progettato e sviluppato negli anni interventi nell’area delle dipendenze, dell’HIV/AIDS e della Fragilità rivolti in particolare agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

La caratteristica di fondo è che con queste azioni ci si propone di rendere i ragazzi protagonisti attivi, attraverso metodologie e strumenti collaudati, dell’agire preventivo e dello sviluppo di un atteggiamento aperto alla solidarietà già a partire dalla preadolescenza.

Percorsi formativi possono essere realizzati o coinvolgere anche con gli adulti, docenti, educatori, catechisti, operatori sociali, ecc. che lavorano a stretto contatto con i ragazzi e svolgono attività socio-educative, o con gruppi di genitori.

Alcuni percorsi mirano a costruire competenze nei docenti tali per cui essi poi sappiano sviluppare e gestire in autonomia attività e proposte curricolari inserite nell’offerta formativa dei propri Istituti Scolastici.

Altre azioni possono riguardare l’approccio di peer education e mirano a formare alcuni ragazzi particolarmente sensibili e/o motivati (rappresentanti di classe, volontari, ecc.) affinché siano poi loro a promuovere azioni ed interventi a carattere formativo “alla pari” coi loro compagni di classe e coetanei.

Aree d'intervento

Oggi la malattia appare meno “minacciosa” poiché esistono possibilità di cura e non se ne parla quasi più. Ma il silenzio è indice di una pericolosa disattenzione educativa del mondo degli adulti.

In realtà, l’AIDS rimane una realtà preoccupante, non sembra che i giovani abbiano recepito i messaggi della prevenzione in modo adeguato, la percezione del rischio è scarsa e ci si continua a contagiare (prevalentemente per via sessuale) dimenticandosi che in ogni caso la cura della malattia è complessa, non sempre efficace e non del tutto risolutiva. Molte persone scoprono l’infezione tardi rispetto al momento del contagio: spesso accade in corrispondenza della comparsa dei sintomi della malattia che mediamente avviene dopo circa 8-10 anni dal contagio.

Chi non è a conoscenza del proprio stato di infezione, non può accedere tempestivamente alle cure e può contagiare altre persone in modo inconsapevole.

Manca quindi, oltre che un’adeguata educazione alla prevenzione, una corretta educazione al test: chiunque abbia avuto anche solo un comportamento a rischio nella vita dovrebbe sottoporsi al test per l’HIV.

Continuano inoltre gli episodi di paura e le situazioni di pregiudizio che determinano ancora troppo spesso reazioni di emarginazione ed allontanamento delle persone affette da HIV: sono in gioco questioni come l’affettività e la sessualità, la paura del limite e della sofferenza, l’accettazione della diversità e la tolleranza, il rispetto della propria ed altrui salute, la capacità di solidarietà ed integrazione.

Per questo, lo staff della Comunità Emmaus che opera nel contesto del progetto Vivere al Sole promuove opportunità di sensibilizzazione e formazione sul tema HIV/AIDS, adattabili ai singoli contesti scolastici, con l’obiettivo di affrontare sia gli aspetti legati alla prevenzione, sia il tema del “rispetto” e della solidarietà per le persone che ne sono affette.

Nel corso del 2015 e 2016, le opportunità formative e di sensibilizzazione sono arricchite dalle risorse derivanti dal Progetto Osare la Speranza 2.0 finanziato dal FONDO NAZIONALE AIDS messo a disposizione di Caritas Diocesana Bergamasca e Associazione Comunità Emmaus dalla CEI (scarica proposta per scuole ed oratori).

Da sempre, Comunità Emmaus riserva un’attenzione particolare al tema della prevenzione delle dipendenze e della promozione di percorsi di educazione alla salute e, nel fare ciò, collabora in primo luogo con le istituzioni pubbliche partecipando in modo attivo alla Commissione Prevenzione promossa dall’ATS di Bergamo (ex ASL) condividendone principi di fondo ed indicazione metodologiche.

Le dipendenze abbracciano aspetti della vita e della quotidianità articolati e complessi: oggi si parla non solo di dipendenza da sostanze e alcol, ma anche da gioco, internet, sesso, ecc. e le azioni di prevenzione si fondano sul potenziamento dei fattori di protezione e sul contenimento dei fattori di rischio.

La prevenzione delle dipendenze è efficace se promuove e innalza le capacità delle persone nella tutela della propria salute in tutti i sistemi sociali, a seconda dell’età e dei livelli di responsabilizzazione attivabili o potenziabili in ogni individuo o gruppo.

Non può essere quindi intesa come “un’azione privata”, che si attua a livello di singoli Servizi o di singole Istituzioni, ma come ad un processo che mette in gioco – nella comunità locale – molteplici attori, chiamati a mettersi in rete, al fine di sviluppare e promuovere un’idea di prevenzione come accompagnamento alla ricerca di nuovi significati e nuove convivenze, a immaginare mondi diversi, a rilanciare legami sociali e a porre in atto nuove forme di costruzione del bene comune.

Nella promozione di progetti e percorsi preventivi e di promozione della salute il gruppo Comunità Emmaus interagisce in modo particolare con Cooperativa Crisalide e Cooperativa Piccolo Principe e promuove direttamente progetti sperimentali e innovativi tra cui, negli ultimi mesi, diversi percorsi in collaborazione con alcuni ambiti territoriali della provincia di Bergamo con il Bando per lo sviluppo e il consolidamento di azioni di prevenzione e contrasto alle forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito – L.r. 8/2013 D.G. Territorio Urbanistica e difesa del Suolo D.d.u.o. 13 marzo 2015 n. 1934

Comunità Emmaus nasce come associazione di volontariato e promuove da sempre attività di sensibilizzazione e formazione atte a sviluppare una cultura dell’accoglienza e della solidarietà rivolte a parrocchie, scuole, gruppi ed associazioni.

Nel contesto di tali attività, è possibile costruire percorsi ad hoc con attenzione alle varie aree di intervento che prevedono momenti formativi, incontri di sensibilizzazione a la possibilità di sperimentare percorsi esperienziali anche dentro le strutture di accoglienza.

Il prerequisito necessario è l’attenzione e il rispetto per gli ospiti delle strutture che si costruisce attraverso momenti formativi specifici che tengono conto dell’età e delle esperienze pregresse dei partecipanti.

L’incontro dentro le strutture che può prevedere interazioni e momenti di condivisione con gli ospiti necessita di particolare sensibilità, rispetto ed attenzione e diventa una possibilità solo nella misura in cui si condivida profondamente il senso e la valenza di tali opportunità.

In alcuni servizi è prevista anche la possibilità di sperimentare esperienze legate al Servizio Civile Volontario e all’Anno di Volontariato Sociale tramite la Caritas Diocesana Bergamasca.

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