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Perchè questo nome"Vivere al Sole" s'ispira al disegno realizzato da Genny, una bambina malata di AIDS, che il progetto ha avuto la fortuna di conoscere e accompagnare all'inizio del proprio cammino.
Rappresenta l'idea che questi bambini desiderino e abbiano il diritto di uscire dall'ombra del pregiudizio, della paura e dell'indifferenza per vivere pienamente la propria infanzia. ![]() Dove trovarci, come contattarci
Quando siamo nati e perchèIl progetto "Vivere al Sole", nato ufficialmente all'inizio del 1995, è una delle attività promosse dall'Associazione "Comunità Emmaus" a sostegno delle persone sieropositive e malate di AIDS.
Il problema dei bambini coinvolti da questa malattia si è evidenziato gradualmente sul territorio e, da un'attività che inizialmente riguardava gli adulti, si è passati a progetti più articolati, in relazione alle nuove esigenze emerse, tra cui quella di prestare un'attenzione particolare ai minori. La loro presenza in contesti caratterizzati dal problema dell'AIDS poneva questioni nuove richiedendo risposte diversificate. "Vivere al Sole" è nato dall'incontro tra gli operatori dell'Associazione, il personale medico e infermieristico degli Ospedali Riuniti di Bergamo ed un gruppo di volontari. Sin dall'inizio, determinante è stato il contributo di alcuni dei familiari e genitori di questi bambini che hanno partecipato in maniera attiva alla ideazione del progetto stesso. Cosa facciamo e a chi ci rivolgiamoNel corso degli anni il Progetto "Vivere al Sole" ha articolato le proprie attività in alcune aree d'intervento tra loro collegate e sintetizzate nel seguente schema:
![]() Inizialmente, il servizio era impegnato soprattutto a livello ospedaliero a causa dei frequenti ricoveri cui diversi bambini erano sottoposti; oggi, le attività si svolgono prevalentemente a domicilio ed ha acquistato sempre maggior peso il lavoro con il gruppo dei bambini attraverso attività educative e di socializzazione.
Il progetto si è quindi sviluppato in due direzioni, da un lato il lavoro e il coinvolgimento dei servizi territoriali per l'area di assistenza educativa a domicilio, dall'altro la proposta di spazi di incontro e percorsi di gruppo a dimensione provinciale. Uno degli aspetti che sta assumendo sempre maggior significato nell'ambito del progetto riguarda la proposta di momenti educativi di gruppo attraverso laboratori di espressività teatrale e corporea e spazi di confronto proposti ai genitori. Sono spazi "aperti" perché coinvolgono, per scelta, oltre alla quasi la totalità dei bambini seguiti dal progetto, altri bambini coinvolti da queste attività (figli dei volontari, amici o parenti). I bambini, attraverso il gioco e la narrazione, possono rivelare le paure e le angosce legate ai propri vissuti, rielaborarle e accettarle con maggiore facilità. L'utilizzo della fiaba e delle tecniche di comunicazione corporea coi suoi significati simbolici e metaforici è spontaneamente accettato e scelto dai bambini come sicuro ponte di comunicazione col mondo degli adulti e con se stessi. Lo stesso gruppo genitori si apre ad altri adulti-volontari, amici o parenti- attraverso il confronto su tematiche che riguardano non tanto e non solo l'AIDS ma qualsiasi questione educativa e sociale su cui sia utile ed importante confrontarsi. È un incontro tra la "normalità" e il "disagio", ricco di implicazioni e potenzialità che si intrecciano e si fondono tra loro: da un lato, le famiglie in difficoltà "conclamata" traggono energia e risorse dall'essere affiancate da famiglie più "stabili"; dall'altro, il "disagio" diventa una provocazione per la così detta "normalità", inducendo a percorsi di riflessione e di crescita, attraverso un rapporto che diventa autentico scambio e mette inevitabilmente in discussione i confini tra il disagio e la normalità, fino al profondo interrogativo di "dove abiti" stabilmente la normalità. I destinatari principali del Progetto "Vivere al Sole" sono minori sieropositivi o malati di AIDS e minori che, pur essendo sieronegativi, hanno uno o entrambi i genitori sieropositivi o malati di AIDS. Quali sono i principi di fondo e come operiamoI principi di fondo in cui il progetto si riconosce sono quelli dell'Associazione "Comunità Emmaus":
"Vivere al Sole" si è, dunque, configurato nel tempo come progetto socio-educativo rivolto alla famiglia sieropositiva e come proposta culturale e formativa rivolta alle agenzie pubbliche e private del territorio , più in generale, alla collettività. Come siamo organizzatiNella gestione del progetto sono impegnati 3 operatori (un educatrice, un pedagogista e uno psicologo) dell'Associazione, alcuni tirocinanti provenienti dall'area degli studi universitari, una persona impegnata nell'anno di volontariato civile e una quindicina di volontari.
Questi ultimi svolgono la propria attività in ambiti diversi: alcuni operano a diretto contatto con i bambini e i loro familiari in ospedale o a domicilio, altri operano prevalentemente nell'ambito dell'animazione e in quello culturale (sensibilizzazione e formazione) ed altri ancora si occupano della gestione delle attività del sito internet. Con quali servizi pubblici e privati collaboriamoLa collaborazione con le realtà pubbliche e private del territorio si articola in:
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