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Progetti Sperimentali  

Cosa sono

Oltre ai servizi residenziali o semiresidenziali e ai progetti consolidati, l'Associazione "Comunità Emmaus" è costantemente impegnata in un'attività di ricerca di nuove strategie e di sviluppo d'iniziative sperimentali  e innovative.
L'obiettivo è dare risposta a bisogni emergenti e scoperti del territorio e individuare nuove modalità per intervenire su problemi particolarmente complessi.
Queste progettualità, che solitamente hanno durata annuale, portano spesso a rivedere l'impostazione degli stessi servizi consolidati dell'Associazione.

Un'equipe scientifica composta da varie professionalità impegnate nell'Associazione si occupa di studiare questi nuovi progetti e di reperire i fondi necessari per realizzarli.
Le fonti di finanziamento sono sia pubbliche (bandi su leggi specifiche, risorse dagli enti locali) che private (donazioni, bandi promossi da fondazioni, risorse da enti ecclesiastici, ecc).

Alcuni di questi progetti sono legati all'attività specifica di uno dei servizi dell'associazione o di una delle cooperative ad essa collegate, altri sono invece trasversali all'attività di più servizi e/o cooperative.

Progetto "Casa Mia"

Un bisogno trasversale espresso da una parte significativa delle persone seguite dai diversi servizi e dai progetti implementati in questi anni dall'Associazione "Comunità Emmaus" riguarda il problema della casa.
È un problema complesso e condizionato, da un lato, dalle difficoltà d'accesso al mercato della casa in affitto e, dall'altro, dalle caratteristiche specifiche di alcune di queste persone.
Si tratta dei soggetti particolarmente fragili che vivono situazioni multiproblematiche  e necessitano di un sostegno continuativo.
La situazione psico-fisica, a volte compromessa, come i problemi di reddito, l'assenza di reti familiari e sociali significative e lo stigma sociale sono alcuni degli elementi che contribuiscono a rendere questi soggetti particolarmente vulnerabili.
Superate le fasi di emergenza, che caratterizzano la parte iniziale dei progetti di supporto e di accoglienza gestiti dall'Associazione, si rende necessario offrire loro opportunità di reinserimento e di accompagnamento a livello sociale e lavorativo.
Più di tutto, diventa determinate ricercare ed offrire spazi abitativi accessibili e sostenibili (azioni di housing sociale).
Obiettivo del progetto "Casa Mia" è l'acquisizione di alcune unità abitative e la sistemazione di altri appartamenti già disponibili per offrirli a queste persone con un affitto a canone sociale.
Inoltre, nella fase iniziale degli inserimenti abitativi, è prevista un'azione mirata di sostegno dell'autonomia attraverso progetti personalizzati, condotti da un'équipe di operatori sociali ed educativi specializzati, in sinergia con le risorse pubbliche e private del territorio.
I singoli interventi si articoleranno, a partire dalla gestione dell'autonomia abitativa, anche attraverso le aree dell'inserimento sociale e lavorativo.

Il Progetto "Casa Mia" è finanziato attraverso risorse interne dell'Associazione e da un bando specifico della Fondazione Cariplo.

Progetto "Il senso del lavoro"

Il Progetto "Il Senso del Lavoro", promosso dalla Cooperativa Sociale Memphis, riguarda il problema degli inserimenti lavorativi.
Le richieste di inserimenti lavorativi provenienti dal territorio si sono modificate, nel corso degli anni, e sono oggi caratterizzate da un crescente livello di complessità e problematicità.
Sono richieste provenienti da varie agenzie del territorio e riguardano tipologie diversificate di bisogni.
Da un lato, sono segnalati soggetti afferenti all'area dell'emarginazione grave: persone con limitate risorse residue e con esperienze lavorative particolarmente frammentate e, spesso, fallimentari.
Altre domande d'inserimento lavorativo giungono invece da soggetti provenienti dal mondo della tossicodipendenza che, alla fine di percorsi terapeutici e riabilitativi, manifestano buone potenzialità professionali e sono disponibili a percorsi di orientamento ed acquisizione di nuove competenze.
Infine, aumentano costantemente le richieste d'inserimento lavorativo di soggetti provenienti dal carcere, in situazione di fine pena o di o pena alternativa alla carcerazione (arresti o detenzione domiciliare, affidamento, ecc.).

La Cooperativa, attraverso questo progetto, intende:

  • Creare una stabile e specifica funzione aziendale di tipo sociale che rafforzi la capacità dell'organizzazione di avviare, sostenere e concludere percorsi di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.
  • Potenziare il settore operativo delle manutenzioni e ristrutturazioni edili per la creazione di nuovi posti di lavoro.
Il progetto "Il Senso del Lavoro" è stato finanziato attraverso risorse interne della Cooperativa e un bando della Fondazione Cariplo.

Progetto "Il cerchio dei sogni"

L'idea di fondo del progetto "Il Cerchio dei Sogni" è di raccogliere e sviluppare le ricche esperienze implementate sul territorio dall'Associazione "Comunità Emmaus" attraverso i propri servizi nell'area materno-infantile ed, in particolare, attraverso il Progetto "Vivere al Sole" che si occupa di famiglie e bambini coinvolti dal problema dell'HIV/AIDS.
L'obiettivo è sviluppare ulteriormente i percorsi di supporto e di accompagnamento delle famiglie coinvolte e offrire, al tempo stesso, una nuova risorsa aperta ad altre esperienze e ad altri contesti di tipo socio-educativo presenti sul territorio.

Concretamente, attraverso il progetto "Il Cerchio dei Sogni" l'Associazione si propone di attrezzare alcuni spazi in una struttura a disposizione dell'Associazione per la realizzazione di un progetto sperimentale capace di promuovere un nuovo approccio educativo al disagio minorile e familiare.
Il progetto si articola in due azioni tra loro collegate: la prima è la realizzazione di alcuni laboratori espressivi attraverso l'uso di tecniche corporee, artistiche e teatrali che coinvolgeranno in particolare i bambini; la seconda riguarda l'aumento e il miglioramento dell'offerta di spazi di ascolto, di counselling e di sostegno rivolti all'area materno-infantile e alla famiglia.

Il Progetto "Il Cerchio dei Sogni" è finanziato da risorse interne dell'Associazione, donazioni e da un bando specifico della Fondazione della Comunità Bergamasca onlus.

Progetto "Vivere Oltre"

Il progetto "Vivere Oltre" prevede di offrire alle famiglie dei minori seguiti dal Progetto "Vivere al Sole" e alle donne ospiti di SaraCasa e Casachiara alcuni percorsi formativi e di sensibilizzazione che, a partire da un aumento della conoscenza del contesto legislativo, culturale e dei servizi e del territorio, possano:

  1. sostenere la genitorialità e promuovere il confronto e lo scambio di esperienze rispetto ai compiti educativi e genitoriali;
  2. promuovere autonomia, emancipazione e integrazione, opportunità che spesso vengono meno a  causa della scarsa conoscenza di riferimenti legislativi, linguistici, culturali;
  3. favorire nel lungo periodo iniziative di auto-mutuo-aiuto ed esperienze di associazionismo familiare.
I percorsi formativi e di sensibilizzazione saranno strutturati a moduli, verranno realizzati presso una struttura a disposizione dell'Associazione e saranno gestiti con flessibilità e tenendo conto degli interessi e delle priorità dei genitori coinvolti attivamente nella realizzazione.
Sono previsti 10 moduli ciascuno di 6 incontri, con cadenza settimanale che verranno distribuiti e programmati nel corso dell'anno. 

Il Progetto "Vivere Oltre" è stato finanziato attraverso risorse proprie dell'Associazione e il bando 2005 della Legge Regionale 23/99.

Progetto "Alleanze Educative"

Il progetto "Alleanze Educative" nasce da un'esigenza rilevata congiuntamente ad alcuni operatori dei servizi privati e pubblici dell'Ambito Territoriale di Grumello del Monte, fatti partecipi in precedenti progettualità (Progetto Zig-Zag e Droghe diamogli una lezione).
Il Progetto coinvolge i dirigenti e referenti scolastici, interlocutori privilegiati per la realizzazione degli interventi con le classi III della Scuola Media del territorio.
"Alleanze Educative" intende promuovere percorsi di prevenzione rivolti a tutti gli studenti delle classi III delle Scuole Medie dell'intero ambito in una fase particolarmente critica del loro cammino di crescita: quella di accesso alle prime sostanze, tra cui l'alcol, il tabacco e, in misura minore, la marijuana e l'hashish.

L'obiettivo primario riguarda, quindi, la prevenzione attraverso un'azione che unisce sensibilizzazione, informazione e promozione dell'autonomia.
A ciascuna classe coinvolta, saranno proposti percorsi della durata di circa 8 ore (4/5 incontri), preceduti e seguiti da un ‘incontro con i professori e un incontro con i genitori.
Un secondo obiettivo riguarda il coinvolgimento delle componenti "adulte" significative del processo educativo e formativo ed, in particolare, degli operatori del territorio che agiscono nelle diverse agenzie aggregative ed educative.
Parallelamente ai percorsi realizzati nelle Scuole, saranno, di conseguenza, promossi interventi (a livello di singolo Comune o di Comuni collegati tra loro, passando attraverso i canali delle varie consulte/coordinamenti esistenti) finalizzati al coinvolgimento delle diverse agenzie educative del territorio con l'obiettivo di offrire supporto e accompagnamento di tipo pedagogico e/o psicologico sulle problematiche della dipendenza e di rafforzare l'alleanza educativa tra di essi.
L'obiettivo ultimo è, quindi, creare un'alleanza duratura e solida tra le realtà scolastiche, educative ed aggregative presenti nell'ambito, capace di superare i confini del singolo territorio comunale e di promuovere un'attenzione costante al tema della prevenzione collegato ed integrato a quello della promozione.
Ciò significa anche rinforzare il collegamento tra territorio ed Associazione "Comunità Emmaus" offrendo la possibilità di ascolto, accompagnamento e sostegno alle situazioni di maggiore fragilità e difficoltà legate al problema della dipendenza da nuove e vecchie sostanze, lecite ed illecite.

Il Progetto Alleanze Educative" è stato finanziato da risorse interne dell'Associazione e dal Bando del 2005 della Legge Regionale n. 45.

Progetto "Zona Franca"

Il Progetto "Zona Franca" è finalizzato alla creazione e allo sviluppo di strategie per il contatto e la presa in carico giovani e giovani adulti, consumatori di vecchie e nuove sostanze lecite ed illecite, ed in particolare di cocaina.
A fronte di dati sul consumo sempre più preoccupanti, i consumatori difficilmente riconoscono il rischio connesso all'uso e all'abuso di queste sostanze.
In particolare, non sono in grado di coglierne i meccanismi di dipendenza fisica e, soprattutto, psicologica.
Queste abitudini diffuse sono, infatti, indice della scarsa consapevolezza della pericolosità delle sostanze, dei rischi ad esse legate e, in particolare, della scarsa preoccupazione riguardo alle cosiddette "nuove droghe" e, in misura preoccupante, alla cocaina.
È pressoché nulla la consapevolezza della pericolosità e dei rischi connessi all'uso di alcolici, birra e superalcolici
L'idea del progetto è quella di promuovere interventi flessibili, alternativi alla Comunità Emmaus residenziale ma collegati ad essa, per la promozione di un sistema di interventi in grado di garantire risposte diversificate, personalizzate e graduali.
Si tratta di facilitare l'accesso ai punti d'ascolto dell'Associazione, favorire la fase d'accoglienza e di osservazione iniziale e promuovere interventi attenti ai bisogni di ciascun individuo e strutturati attraverso modalità d'approccio e professionalità  diversificate e competenti.
È previsto il coinvolgimento attivo e costante della famiglia (dove disponile) e il collegamento operativo con le risorse e servizi territoriali.

Il Progetto "Zona Franca" è stato finanziato  con risorse interne dell'Associazione e dal Bando del 2005 della Legge Regionale n. 45.

Progetto "Trame e Orditi"

L'obiettivo del progetto "TRAME E ORDITI" è di creare nuovi spazi di riflessione e formazione per operatori e volontari del territorio, implementare la rete di comunicazione e d'integrazione tra l'associazione e  i servizi pubblici e privati del territorio e offrire a adolescenti, giovani e genitori spazi di ascolto e counselling innovativi. 
Per l'Associazione "Comunità Emmaus", si tratta di un intervento strutturale con obiettivi non solo a breve periodo ma, soprattutto, a lungo termine: ci si propone una riorganizzazione significativa e duratura delle modalità di interazione e di scambio con i diversi stakeholders.
I destinatari dell'intervento sono dunque molteplici poiché, a partire dal potenziamento interno delle competenze e delle risorse strumentali dell'organizzazione, ci si pone l'obiettivo di attivare percorsi formativi e momenti di scambio/collaborazione con le organizzazioni di volontariato e quelle pubbliche operanti sul territorio.
Infine, un'importante ricaduta è prevista riguardo al crescente bisogno d'ascolto e di accompagnamento che il territorio (giovani e genitori in particolare) esprime con molteplici richieste di aiuto che, in alcuni casi, giungono direttamente all'Associazione attraverso canali diversi (richiesta telefonica, incontri, colloqui con persone inviate dal consultorio territoriale o da altri servizi), in altri invece, rimangono inevasi perché non trovano spazi di ascolto.
Concretamente il progetto prevede le seguenti azioni, tra loro collegate ed integrate:

  • Potenziamento del sito web dell'Associazione con attenzione particolare al tema delle dipendenze e miglioramento dell'interazione e della comunicazione con le agenzie educative ed i servizi del territorio.
  • Attivazione e pubblicizzazione di un nuovo servizio di consulenza telematica, con modalità di interazione pubblica o privata, denominato ""in Ascolto" DIPENDENZE", gestito da diverse figure professionali (medico, psicologo, educatore) e rivolto agli adolescenti, ai giovani, alle famiglie, alle organizzazioni di volontariato e agenzie educative del territorio.
  • Attivazione di percorsi informativi e formativi sul tema delle dipendenze rivolti ad educatori e volontari del territorio con l'obiettivo di migliorare le competenze educative e la capacità di lavorare in rete.
Il Progetto "Trame e Orditi" è stato finanziato con risorse interne dell'Associazione e dal bando dell'anno 2004 della Legge Regionale 22/1993.

Progetto "Usa la testa, Apri il cuore"

L'Associazione "Comunità Emmaus" opera da 30 anni nel settore del disagio e dell'emarginazione; tra le diverse attività sviluppate in questi anni, gestisce due comunità di accoglienza per malati di AIDS e il Progetto "Vivere al Sole" rivolto a bambini sieropositivi, malati di AIDS o comunque coinvolti da questo problema a causa della malattia dei genitori. Da circa 15 anni, infine, parte delle nostre attività è orientata verso la prevenzione, la sensibilizzazione e la formazione, con particolare attenzione al mondo giovanile e alla scuola.
L'obiettivo del presente progetto è la realizzazione di un intervento sperimentale di prevenzione e di sensibilizzazione sul tema dell'HIV/AIDS. Destinatari saranno gli studenti del Polo Scolastico di Trescore (Liceo Federici ed Istituto Lorenzo Lotto).
"Usa la testa, apri il cuore" indica che il problema dell'HIV coinvolge non solo dimensioni di conoscenza ed informazione, ma anche aspetti affettivi, emotivi, sociali e culturali.

  1. Analisi delle conoscenze dei ragazzi attraverso la somministrazione di un questionario: l'obiettivo è quello di misurare il livello d'informazione sul problema AIDS e di conoscenza sui comportamenti a rischio, oltre che verificare gli atteggiamenti verso la malattia e le persone che ne sono colpite.
  2. Attivazione di una campagna d'informazione e di sensibilizzazione: l'obiettivo è quello di proporre a tutti i ragazzi frequentanti il Polo Scolastico una settimana di riflessione su questa tematica; la campagna utilizzerà diversi strumenti (manualetto sull'AIDS, incontri, mostra) e si svilupperà con il coinvolgimento attivo di rappresentanti di classe e di docenti, attorno alla giornata mondiale di lotta all'AIDS del 1 dicembre.
  3. Realizzazione di un percorso formativo: l'obiettivo è quello di proporre ad alcune classi dell'Istituto un percorso formativo approfondito realizzato da operatori esperti che utilizzeranno tecniche di coinvolgimento attivo e di confronto.
  4. Analisi dei risultati raggiunti attraverso la seconda somministrazione del questionario: l'obiettivo è quello di verificare il cambiamento nelle informazioni, negli atteggiamenti e nella percezione del rischio, evidenziando l'impatto sia della campagna generale che dei percorsi formativi nelle singole classi.
  5. Rielaborazione del progetto: i risultati ottenuti forniranno la base per ideare e implementare  nuove modalità operative e strumenti in tema di prevenzione dell'AIDS e di sensibilizzazione.
Il progetto "Usa la testa, apri il cuore" è stato finanziato con risorse interne dell'Associazione e dal bando 2006 della Legge Regionale n. 22/93 per le organizzazioni di volontariato.

Progetto "Passo dopo passo"

La finalità del progetto, di cui è titolare la "Cooperativa Sociale Memphis", è sperimentare un approccio nuovo alle problematiche delle persone a rischio di emarginazione e povertà per tradurre in opportunità concrete le piccole speranze e i sogni inconfessati di un futuro diverso e difficile ma possibile.
L'idea di fondo è che, a partire dalle richieste di aiuto che giungono ai servizi di ascolto della Caritas Diocesana, la Cooperativa Memphis si impegni a promuovere e gestire, in modo concordato e coordinato con la stessa Caritas, percorsi di accompagnamento educativo e sociale innovativi.
Un aspetto particolare riguarda l'accordo tra la Caritas Diocesana e la Cooperativa Memphis per la gestione delle pulizie della sede principale e delle diverse strutture che ospitano gli spazi di ascolto e i servizi di accoglienza.
Alla base di questo accordo c'è il presupposto che, per quanto riguarda la dimensione lavorativa, possa essere proposto un percorso di reinserimento nel settore delle pulizie che presuppone un'assunzione di responsabilità nei confronti della stessa Caritas.
Riteniamo che ciò possa costituire una sorta di valore aggiunto dell'intero percorso in quanto attribuisce un significato particolare alla stessa esperienza lavorativa: frequentare gli ambienti di lavoro della Caritas, incrociare gli operatori e i responsabili e contribuire a rendere gradevoli e più accoglienti tali ambienti può aumentare la motivazione al lavoro e il senso della dignità del lavoro stesso, anche quando si tratta apparentemente di un lavoro "umile".
Il Progetto "Passo dopo passo" è finanziato attraverso risorse interne della Cooperativa Memphis e da un bando del 2006 della Fondazione della Comunità Bergamasca.

Progetto "Per un futuro sostenibile"

La finalità di fondo del progetto, promosso dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno è sperimentare un approccio nuovo alle problematiche delle persone in situazione di grave marginalità e a rischio di esclusione sociale (persone sieropositive e/o malate di AIDS, persone senza fissa dimora, persone in situazioni di grave fragilità sociale connessa a problematiche socio-sanitarie, persone in situazioni di "crisi" improvvisa e inaspettata), che, una volta stabilizzata la propria situazione socio-sanitaria e/o alla fine di percorsi di accoglienza residenziale o semiresidenziale, necessitano di supporto ed accompagnamento per il reinserimento sociale e lavorativo nel proprio contesto di origine o in un nuovo contesto di vita.
L'obiettivo principale del progetto è, quindi, realizzare un servizio integrato che dia risposte adeguate e flessibili ad un bisogno complesso e variegato: concretamente significa creare un punto di riferimento fisico, che si connoti come un Spazio Diurno e un servizio di accompagnamento e supporto educativo che, a partire da esso, si sviluppi ed integri nel territorio e nei contesti di vita e/o di lavoro recuperati o individuati per i destinatari dell'intervento.
Il progetto si caratterizza quindi per l'attenzione multifocale alle varie dimensioni del reinserimento: lavorativa, abitativa e sociale.
Il Progetto "Per un futuro sostenibile" è stato finanziato da risorse interne della Cooperativa Arcobaleno e da un bando del 2007 della Fondazione della Comunità Bergamasca.

Progetto "E continua la vita"

Il presente progetto nasce da una riflessione che ha coinvolto alcune delle donne immigrate ospiti di Saracasa e diversi enti: l'Associazione Comunità Emmaus, titolare del progetto, la Società Cooperativa Sociale Arcobaleno, ente gestore di SaraCasa, la Fondazione di Culto Battaina e la Caritas Diocesana Bergamasca, con le quali si condivide il progetto e la gestione di Saracasa.
Il progetto è stato  inoltre condiviso con il Comune  di Urgnano e con l'Ambito Territoriale di Dalmine.
Il progetto prevede di offrire alle  donne ospiti di Saracasa e alle donne (prioritariamente, ma non esclusivamente straniere) presenti sul territorio di Urgnano percorsi di sensibilizzazione e di formazione, che  offrano  la possibilità di:

  1. conoscere le realtà territoriali che possano essere contesto di aggregazione, confronto e sostegno;
  2. promuovere autonomia, emancipazione e integrazione, opportunità che spesso vengono meno a  causa della scarsa conoscenza di riferimenti legislativi, linguistici, culturali;
  3. sostenere la genitorialità e promuovere il confronto e lo scambio di esperienze rispetto ai compiti educativi e genitoriali;
  4. favorire il confronto  e l'ascolto reciproco tra donne, al fine di creare legami di solidarietà e di collaborazione e di permettere a ciascuna di riconoscersi come risorsa verso l'altro, anche attraverso la collaborazione e il sostegno reciproco;
  5. favorire nel lungo periodo iniziative autonome di auto-mutuo-aiuto ed esperienze di associazionismo familiare.

Il Progetto "E la vita continua" è finanziato con risorse interne dell'Associazione e dal bando 2006 della Legge Regionale 23/99.

Progetto "Tutor Scolastico"

L'obiettivo principale del progetto, promosso dall'Associazione "Comunità Emmaus" in partnership con la Cooperativa Sociale "Crisalide",  è quello di promuovere percorsi di supporto e di sostegno scolastico attraverso l'istituzione della figura del "TUTOR SCOLASTICO" per bambini e preadolescenti con l'obiettivo di ridurre il "rischio" di dispersione scolastica.
Un secondo fondamentale obiettivo riguarda la possibilità di attivare maggiori sinergie e collaborazioni con le istituzioni scolastiche coinvolte e con i servizi di Tutela dei Minori degli Ambiti Territoriali della Val Cavallina e di Dalmine, attraverso la segnalazione delle situazioni "a rischio" di dispersione scolastica ed attraverso la programmazione concordata di percorsi di supporto personalizzati in accordo con la scuola, le agenzie educative del territorio e i genitori degli utenti. Attraverso questo progetto, ci attendiamo da un lato un significativo aumento delle sinergie e collaborazioni con i servizi territoriali al fine di aumentare la capacità di gestione "in rete" dei minori e delle famiglie in difficoltà, dall'altro ci aspettiamo di rendere meno intensi i sentimenti di insofferenza e di inadeguatezza degli stessi nei confronti della scuola. Sentimenti che spesso generano disagio ed in ultima analisi idee e vissuti di rifiuto nei confronti dell'istituzione scolastica.

Il Progetto "Tutor Scolastico" è finanziato con risorse interne dell'Associazione e dal bando 2006 della Legge Regionale 23/99.

Progetto "CasaChiara"

Le valutazioni su cui si fonda il presente progetto sono state concretamente condivise con l'Ufficio di Piano dell'Ambito Territoriale di Dalmine, con l'Agenzia Minori dello stesso Ambito, con la Cooperativa Sociale "Il Pugno Aperto" e con i referenti di altri servizi territoriali e agenzie educative, in particolare dell'Oratorio di Verdello e del Comune di Verdello, dove è ubicata la struttura.
Si evidenzia un numero crescente di minori inseriti in contesti familiari multiproblematici e complessi: spesso si tratta di famiglie caratterizzate da modelli di comportamento e condotte di vita altamente destrutturanti e penalizzanti per i minori e da situazioni di genitorialità compromessa. Tali problematicità non sempre e non tempestivamente sono visibili ai servizi: i fenomeni d'infanzia compromessa e, in alcuni casi, negata appartengono per lo più all'universo del "sommerso" risultando di difficile intercettazione da parte delle realtà operanti nel settore.
È fortemente sentita l'esigenza di modulare interventi che abbiano valenza di prevenzione e sappiano evitare il ricorso a "scelte estreme" e "riparative": ciò significa da un lato attivare modalità di intercettazione, riconoscimento e aggancio tempestivo delle situazioni di fragilità, dall'altro promuovere forme di sostegno ed accompagnamento diversificate ed elastiche.
Tale lettura dei bisogni pone l'esigenza di promuovere questo progetto che riguarda la ridefinizione del ruolo e delle funzioni di CasaChiara attraverso due percorsi tra loro collegati:

  • la creazione di uno spazio educativo diurno;
  • la promozione delle risorse di comunità attraverso una rete di famiglie per l'accoglienza a partire da un impegno dentro lo spazio diurno che si sviluppa poi nel territorio a fianco dei minori e dei loro familiari.

L'Associazione "Comunità Emmaus" – attenta da sempre alle situazioni di emergenza sociale soprattutto quando le risposte dei servizi tardano ad organizzarsi ed impegnata nello sviluppo di progetti innovativi e sperimentali – è oggi provocata da una sfida particolare e, per certi aspetti, paradossale, poiché, a fronte di un numero crescente di ricerche ed analisi che vedono la famiglia in crisi perché in grossa difficoltà a "stare dentro" le esigenze, i ritmi e gli spazi della vita quotidiana, riparte proprio da essa in quanto risorsa insostituibile oltre che diritto da riconoscere e tutelare per ogni minore.

Il Progetto "CasaChiara", cui compartecipa l'Ambito Territoriale di Dalmine e la Cooperativa "Il Pugno Aperto", è finanziato con risorse interne dell'Associazione "Comunità Emmaus e dal bando 2006 "Tutelare l'infanzia negata e garantire il diritto del minore alla famiglia" della Fondazione Cariplo.

Progetto "In Ascolto"

A partire dall’esperienza trentennale dell’Associazione nel settore delle dipendenze, il progetto “In Ascolto” si rivolge a persone coinvolte da questa problematica: giovani e adulti che vivono in prima persona situazioni di dipendenza; familiari e amici di chi vive situazioni di dipendenza; persone che hanno relazioni educative o formative con chi vive situazioni di dipendenza (operatori dei servizi, insegnanti, allenatori, educatori, ecc.).
Obiettivo del progetto “In Ascolto” è attivare uno spazio di ascolto telefonico (due numeri di telefono dedicati attivi dalle 13 alle 21 da lunedì a sabato) in aggiunta a quello telematico (spazio di consulenza sempre disponibile).
Questi due servizi avranno una funzione di accesso e di prima accoglienza, oltre che di segreteria, rispetto ad ulteriori e veri e propri spazi di ascolto fisici collocati nel territorio, in ciascuno degli Ambiti Territoriali della provincia di Bergamo che hanno aderito al progetto (Valle Cavallina, Grumello, Basso Sebino).
Le richieste telefoniche saranno gestite dagli operatori dell’associazione, quelle telematiche da un’equipe di operatori dell’Associazione e di volontari coinvolti dal servizio telematico.
Le richieste di incontro che eventualmente ne seguiranno saranno gestite da due operatori dedicati e formati e, dopo una valutazione a livello di equipe, con l’apporto di un assistente sociale e di uno psicologo, si cercherà di coinvolgere ed incontrare tutti i familiari per avviare percorsi di accompagnamento verso i servizi più adeguati (tra cui il Sert, il Segretariato Sociale, il Consultorio Familiare, i CAT, il CPS, ecc.).
Non è esclusa l’eventuale presa in carico diretta attraverso gli altri servizi offerti dall’Associazione (Comunità Terapeutiche, Case Alloggio, Gruppi di auto-aiuto, progetti sperimentali) che generalmente passa comunque attraverso il Sert o altri servizi dell’ASL.
I numeri telefonici del servizio sono: 331 3403721  e   335 1384572

Il Progetto "In Ascolto" è stato finanziato con risorse interne dell'Associazione e dal bando dell'anno 2008 della Legge Regionale 22/1993.

Progetto "Le Chiavi di Casa "

L’obiettivo principale del progetto è ridurre le difficoltà d’accesso alla casa a vantaggio di persone con scarse risorse economiche e difficoltà di ordine personale, familiare e sociale, attraverso l’utilizzo di alcuni appartamenti gestiti dall’Associazione, proposti con affitto a canone accessibile e caratterizzati da progetti di tutoraggio ed accompagnamento all’inserimento abitativo e sociale.
L’intervento si articolerà, attraverso percorsi personalizzati, a partire dall’ambito dell’autonomia abitativa, con un’attenzione estesa all’area dell’inserimento sociale e lavorativo.
Si prevedono progetti elastici e modulati con tempi e modi personalizzati: da progetti di breve/medio periodo per il superamento di fasi acute ed emergenziali, a progetti a medio/lungo termine caratterizzati da contratti di affitto pluriennali.
Saranno garantiti il supporto socio-educativo, soprattutto nella fase iniziale dell’inserimento, per un reale raggiungimento e mantenimento dell’autonomia e una successiva attività di monitoraggio per supervisionare la tenuta dell’inserimento nel lungo periodo.
La logica di questi interventi prevede l’utilizzo di unità abitative distribuite sul territorio in modo da evitare concentrazioni in un unico o pochi edifici di troppi nuclei familiari problematici con il rischio di creare effetti di “amplificazione” del disagio o di ghettizzazione.
Altra caratteristica di fondo dell’iniziativa è legata al coinvolgimento delle realtà locali pubbliche e private nella gestione dei singoli progetti di inserimento abitativo, soprattutto in relazione alla correlate ed indispensabili azioni a supporto riguardanti la sfera delle relazioni familiari, sociali e del lavoro.
L’intervento previsto da questo progetto si integra, dal punto di vista strategico e metodologico,  con una serie di azioni avviate nell’ultimo quinquennio in alcune abitazioni di proprietà, in affitto o in uso dell’Associazione (anche attraverso una specifica convenzione con l’ALER di Bergamo).

Il Progetto "Le Chiavi di Casa " è stato finanziato da risorse interne dell’Associazione “Comunità Emmaus” e da un bando del 2008 della Fondazione della Comunità Bergamasca.

Progetto "Il Cortile di CasaChiara"

L’Associazione “Comunità Emmaus” – attenta da sempre alle situazioni di emergenza sociale soprattutto quando le risposte dei servizi tardano ad organizzarsi ed impegnata nello sviluppo di progetti innovativi e sperimentali – è oggi provocata da una sfida particolare e, per certi aspetti, paradossale, poiché, a fronte di un numero crescente di ricerche ed analisi che vedono la famiglia in crisi perché in grossa difficoltà a “stare dentro” le esigenze, i ritmi e gli spazi della vita quotidiana, riparte proprio da essa in quanto risorsa insostituibile oltre che diritto da riconoscere e tutelare per ogni minore. Ciò si traduce nell’esigenza di promuovere azioni che valorizzino le risorse di comunità e facciano crescere e maturare l’esperienza e la dimensione dell’associazionismo familiare nell’ottica di sviluppare concretamente il tema dell’accoglienza e della capacità di prendersi reciprocamente cura gli uni degli altri (altro modo per dire: realizzare esperienze di auto-mutuo-aiuto).
L’obiettivo finale di questo progetto è quello di implementare una rete di famiglie per l’accoglienza a partire da un impegno e da un incontro che avviene dentro lo spazio diurno “CasaChiara” e che si sviluppa poi nel territorio con percorsi di affiancamento ed accompagnamento delle famiglie in condizioni di fragilità.
A partire dai volontari già operativi a CasaChiara e da alcune famiglie di volontari impegnate in altri servizi dell’Associazione (in particolare nel Progetto “Vivere al Sole”), si prevede di implementare un nuovo gruppo di volontari e di famiglie di appoggio disposte ad impegnarsi dentro lo spazio diurno e sul territorio con azioni di sostegno, di accompagnamento e di tutela delle famiglie in condizioni di fragilità (tutoring genitoriale). Fondamentale è il rafforzamento dei rapporti con il territorio (parrocchie, associazioni, agenzie educative). I volontari e le famiglie-risorsa saranno costantemente affiancati e supportati dagli operatori dell’Associazione, sia a livello individuale che di gruppo. La specificità della rete di famiglie che si intende sviluppare nel contesto di questo progetto è direttamente collegata  al ruolo che le famiglie-risorsa potranno svolgere, a partire da CasaChiara, sul territorio con compiti di tutoring genitoriale e in un’ottica di sostegno reciproco.
Uno degli strumenti di lavoro sarà il gruppo di auto-aiuto permanente che accompagnerà, attraverso il confronto periodici, l’esperienza delle famiglie risorsa.

Il Progetto "Il Cortile di CasaChiara" è finanziato con risorse interne dell'Associazione e dal bando 2008 della Legge Regionale 23/99.

Progetto "L’essenziale è invisibile agli occhi"

L’Associazione "Comunità Emmaus" promuove diversi servizi rivolti a varie forme di disagio e di fragilità sociale nel campo delle tossicodipendenze, dell’HIV/AIDS e delle fragilità familiari. L’obiettivo di fondo di tutti gli interventi è accompagnare le persone alla riscoperta e riattivazione delle risorse presenti in ogni individuo, anche nelle situazioni più complesse e difficili, e condurre a percorsi di progressiva autonomia. Precondizione indispensabile per questo processo è la rielaborazione condivisa della propria storia: si tratta di rileggere i vissuti personali, anche quelli più dolorosi, riuscire a comunicarli agli altri e a darvi un senso, per poter andare oltre. Il progetto si basa sull’utilizzo, a fianco di pratiche educative tradizionali, di strumenti nuovi e sperimentali per la narrazione di sé. Si prevede la realizzazione di 9 percorsi di arte-terapia e di animazione teatrale in 5 diverse unità operative (Comunità Emmaus struttura terapeutica per tossicodipendenti, Casa Raphael e Casa San Michele strutture residenziali per malati di AIDS, Centro Diurno "Casa Chiara" per minori, Progetto "Vivere al Sole" per bambini e adolescenti sieropositivi). L’idea è di offrire una gamma di proposte diversificate, adattate ai vari contesti educativi dell’Associazione e caratterizzate dalla sperimentazione di laboratori espressivi e di tecniche di animazione corporea, teatrale e arte-terapeutiche. Gli obiettivi specifici di ciascun laboratorio terranno conto delle esigenze delle persone di diverse fasce di età, delle problematiche di fondo di ciascun gruppo di utenza e dei bisogni particolari che verranno individuati con l’équipe degli educatori impegnate in ciascun servizio. Si ritiene che in questo modo sia possibile favorire l’emersione e la condivisione delle biografie personali e migliorare l’efficacia dei percorso di presa in cura da parte delle diverse équipe educative impegnate nei vari servizi. Il progetto avrà la durata di 16 mesi, inizierà l’1 giugno 2009 e si concluderà il 30 settembre 2010.

Il Progetto "L’essenziale è invisibile agli occhi" è stato finanziato da risorse interne dell’Associazione "Comunità Emmaus" e da un bando del 2009 della Fondazione della Comunità Bergamasca.

Progetto "TIME-OUT"

Il Progetto "TIME-OUT" nasce come risposta alla necessità di potenziare tempi e modi in cui offrire ascolto alle persone in condizioni di fragilità e disagio e di sviluppare nuovi strategie e strumenti di accompagnamento educativo di giovani e famiglie. Le aree sociali in cui l’Associazione intende spendersi con maggior competenza ed esperienza sono quelle legati alle diverse forme di uso problematico e di dipendenze da sostanze, lecite ed illecite, con particolare attenzione all’alcol e alla cocaina, o da situazioni e contesti, come il gioco, internet, ecc. Analogo impegno riguarderà le persone colpite  da HIV/AIDS e i loro familiari.
Gli obiettivi principali del progetto "TIME-OUT" sono:

  1. Potenziare la capacità di ascolto del bisogno sociale e delle fragilità personali e familiari e di counselling, con un’attenzione specifica all’area delle uso problematico di sostanze legali e non legali e di dipendenza e dell’HIV/AIDS.
  2. Attivare e sviluppare percorsi di affiancamento ed accompagnamento innovativi e capaci, con gradualità, di coinvolgere sia i soggetti interessati in prima persona dalle situazioni di disagio e fragilità che i loro nuclei familiari (moglie/marito, figli, genitori, fratelli, sorelle). 

Il progetto ha ricevuto un finanziamento dai bandi 2010 della Fondazione della Comunità Bergamasca, avrà la durata di 12 mesi, inizierà il 1 giugno 2010 e si concluderà il 30 maggio 2011.

Progetto "PROF LATO B"

Il progetto pone le sue radici in alcuni interventi di prevenzione realizzati negli ultimi anni dalla Associazione “Comunità Emmaus” presso gli Istituti Comprensivi dell’Ambito di Grumello del Monte ed ha come obiettivo generale quello di promuovere un percorso innovativo atto a sviluppare il protagonismo educativo della Scuola e le competenze specifiche degli insegnanti, dei genitori e del territorio e dare continuità all’agire preventivo.
Il progetto si articolerà in un percorso su più livelli di prevenzione/formazione/condivisione per l’anno scolastico 2010/2011, in un’ottica che dovrebbe svilupparsi e completarsi nelle annualità successive attraverso il sostegno dell’Ambito Territoriale e dei Comuni.
Ciò si traduce in primo luogo nel rafforzare il ruolo della Scuola rispetto all’agire preventivo e valorizzare il compito dei docenti in termini di promozione delle più importanti azioni di educazione alla salute nel contesto scolastico, quelle cioè che rafforzano le capacità di vita (life skills) dei ragazzi e riducono i fattori di rischio che determinano la propensione, costantemente in crescita, all’uso e abuso di sostanze lecite ed illecite tra giovani e giovanissimi.
Si vuole contrastare la tentazione dell’eccessiva delega ad interventi sporadici e a “specialisti” del settore per muoversi, invece, verso una logica curricolare e pluriennale, individuando e sostenendo le azioni di prevenzione che i docenti possono sviluppare durante tutto il percorso della scuola dell’obbligo e garantendo ai loro un adeguato e continuativo sostegno tecnico e progettuale.
Due ulteriori e conseguenti obiettivi  riguardano, da un alto, il coinvolgimento dei genitori per valorizzare il loro ruolo e rafforzare il rapporto tra scuola e famiglia, dall’altro lato, l’integrazione con le altre agenzie educative e aggregative del territorio attraverso la condivisione delle premesse progettuali e la restituzione dei risultati dei vari interventi e percorsi rivolti ai ragazzi e ai genitori.
Il progetto è stato finanziato ai sensi del bando 2010-2011 della Legge Regionale 1/2008.

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