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![]() Perchè questo nomeIl nome della Cooperativa Arcobaleno rappresenta un simbolo condiviso da tutti i popoli come la bandiera della pace, per dare speranza e pace a persone che si portano dentro i più svariati conflitti.
Dove trovarci, come contattarci
Quando siamo nati e perchèLa Società Cooperativa Sociale Arcobaleno, si è costituita nel 1987, con lo scopo di perseguire, attraverso la gestione di servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi, rivolti a persone in difficoltà, l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei suoi cittadini. Particolare attenzione è sempre stata posta alle nuove povertà e ai bisogni scoperti.
Cosa facciamo e a chi ci rivolgiamoLa Cooperativa Arcobaleno gestisce i seguenti servizi:
Casa di accoglienza SaraCasa"SaraCasa", di proprietà della Fondazione di Culto Battaina e gestita dal 2004 dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno su incarico della Caritas diocesana, è una casa di accoglienza per donne, prevalentemente immigrate, con o senza figli minori, che necessitino di una temporanea accoglienza e di "accompagnamento" educativo volto al raggiungimento del reinserimento sociale e lavorativo.L’utenza è esclusivamente femminile, prevalentemente con minori a carico, che per diversi motivi (ricongiungimento familiare, richiesta di asilo politico, donne abbandonate che non hanno nessuna risorsa lavorativa e/o abitativa) hanno deciso o hanno dovuto allontanarsi dal proprio paese d’origine e dal proprio ambito sociale. La struttura ha 20 posti (comprensivi dei minori, figli delle donne ospitate) ed è organizzata in modo da offrire alle ospiti:
Centro diurno ArcobalenoIl Centro Diurno Arcobaleno è un Servizio pedagogico riabilitativo semiresidenziale per soggetti tossicodipendenti e/o in condizioni di disagio e di fragilità sociale (autorizzato al funzionamento con deliberazione del Direttore Generale dell’Asl della provincia di Bergamo n. 877 del 31/12/2004).Il Servizio nasce nel 1993 a Chiuduno in collaborazione con il SERT di Bergamo, con l’obiettivo di offrire una valida alternativa al percorso residenziale comunitario, a quei soggetti che attraversavano un momento di difficoltà esistenziale, ma per i quali la formula residenziale si era rivelata non idonea ed in particolare a soggetti sieropositivi. Successivamente, in collaborazione con il Sert di Treviglio e con quello di Martinengo, vengono aperti altri due centri. Nel 2002 i tre centri vengono raggruppati in uno solo, a Pagazzano e ripensati in base alle nuove esigenze e agli stimoli provenienti dai vari servizi, nonché dall’esperienza maturata. Questa stessa esperienza ha portato il Servizio a ripensarsi, in un’ottica di maggior attenzione alla progettualità e al lavoro di rete, investendo nella sperimentazione di nuove modalità di presa in carico dell’utenza. Nel 2004, il Centro Diurno si è trasferito presso l’attuale sede, in Via Cascina Battaina ad Urgnano. L’autorizzazione al funzionamento è per 15 posti, di cui 10 accreditati chiesto dalla Regione Lombardia. Il Centro Diurno si pone come finalità l’offrire ai soggetti in carico, un ambiente alternativo alla famiglia, ma con dinamiche di tipo familiare, un tempo e uno spazio idonei al recupero delle energie residue, al fine di reinvestirle in un graduale percorso di cambiamento. In questo progetto vengono coinvolti, quando è possibile e opportuno il partner, la famiglia d’origine e/o acquisita, la rete sociale di riferimento, i servizi del territorio di appartenenza. L’équipe lavora sulla base di progetti personalizzati, costruiti (dopo un primo periodo di osservazione e di valutazione dei limiti e delle potenzialità), con la partecipazione attiva dell’utente e il confronto con i servizi invianti. Gli obiettivi vengono pertanto calibrati sulle singole situazioni e sono volti al miglioramento di qualità della vita e al raggiungimento del reinserimento sociale e/o lavorativo "possibile", per quella persona, in quello specifico momento della propria vita. Questa attenzione alla persona e alla definizione di obiettivi concreti e raggiungibili, richiede un monitoraggio periodico, una verifica costante dell’adeguatezza del progetto e l’utilizzo di strumenti diversificati. Si prevede, inoltre, la possibilità di realizzare parte del percorso con l’utente non necessariamente presso il Centro Diurno, ma attraverso attività effettuate sul territorio o nel contesto di vita dell’utente stesso. I destinatari del Centro Diurno sono soggetti con problematiche di dipendenza da sostanze e/o di disagio, che necessitino di un percorso di accompagnamento e di una funzione di contenimento, per i quali non sia indicata la comunità residenziale. Può trattarsi:
Quali sono i principi di fondo e come operiamoGli interventi della Cooperativa si fondano sui principi di mutualità, solidarietà, democraticità, rispetto e centralità della persona, inteso non solo come riconoscimento morale dell’unicità dell’utente, ma anche come il suo riconoscimento in quanto soggetto attivo, con proprie potenzialità residue o attivabili.
Come siamo organizzatiCasa di accoglienza SaraCasaL’équipe è costituita dai seguenti operatori:
Centro diurno ArcobalenoL’équipe è costituita dai seguenti operatori:
Con quali servizi pubblici e privati collaboriamoAl fine di rendere il più completo possibile il processo di aiuto alla persona, la Cooperativa, opera attraverso un’équipe multiprofessionale e privilegia il lavoro per progetti personalizzati, ponendo particolare attenzione alla ricerca, alla sperimentazione di percorsi alternativi e di nuove modalità di risposta ai bisogni emergenti.
Negli ultimi anni ha collaborato con l’Asl della provincia di Bergamo e con l’Associazione Comunità Emmaus Onlus nella realizzazione di progetti sperimentali di riduzione del danno e di reinserimento lavorativo e sociale, nelle aree delle dipendenze (tossicodipendenza e alcoldipendenza) e dell’AIDS. Opera inoltre in stretta collaborazione con la Cooperativa Memphis, cooperativa di tipo B che si occupa di progetti formativi e di orientamento (stage, tirocini formativi, borse lavoro) e di reinserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati. Collaborazioni sono in atto con la Caritas Diocesana (in particolare con il Centro di Primo Ascolto e in relazione alle accoglienze a SaraCasa), con l’Associazione Carcere e Territorio, con il Cegest, con altri Enti privati accreditati, con alcuni servizi sociali territoriali, con i servizi di integrazione e inserimento lavorativo, nonché con alcune aziende del territorio. Galleria fotograficaDocumenti |
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