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Casa San Michele  
Casa San Michele

Perchè questo nome

San Michele
Il nome è ispirato alla figura di San Michele a cui è associata l’espressione "medicina di Dio".

Dove trovarci, come contattarci

Mappa Stradale
Sede operativa: Via Generale Giovanni Marieni, 36 - 24129 - Bergamo
  Telefono: 035.26.12.15
  Fax: 035.26.12.15
Email: casasanmichele@virgilio.it
Sito Web: www.comunitaemmaus.it

Quando siamo nati e perchè

"Casa San Michele" nasce nel 1989 come prima risposta al "problema AIDS" che la nostra provincia bergamasca si trova ad affrontare nelle sue molteplici manifestazioni.

Cosa facciamo e a chi ci rivolgiamo

La Casa è pensata come luogo di accoglienza per quanti vivono la drammaticità della malattia nella solitudine e nell’abbandono e vuole essere "segno" e testimonianza concreta che di AIDS si può anche vivere.
I benefici apportati dalle terapie hanno sostanzialmente modificato i bisogni nei soggetti affetti da AIDS; la malattia tende alla cronicità ma i problemi psico-sociali e culturali che hanno favorito la contrazione dell’infezione si riaffacciano, si manifestano in modo accentuato e coinvolgono sempre più le famiglie e le comunità.
Quindi, dopo la lunga fase nella quale l’attività della Casa si configurava quasi esclusivamente come accompagnamento alla morte, ora è richiesto un modello di servizio che punti sulla rieducazione alla cura di sé e al recupero della responsabilità verso se stessi e gli altri.
Dal Febbraio 2001, la casa lavora secondo questo nuovo modello di intervento e da allora ha ospitato 27 persone. Attualmente, sono ospitate 6 persone.
La cronicizzazione della malattia, unitamente alle necessità di garantire l’assistenza a chi, ancora oggi, giunge alla fase terminale della vita per AIDS, le esigenze di coloro che per la contrazione del virus non possono condurre una vita "normale" e anche il bisogno di assistenza per sieropositivi e malati di AIDS costretti in carcere, richiedono il rafforzamento e la diversificazione della risposta al bisogno di assistenza.
Le sollecitazioni che ormai da anni gli operatori del carcere e dei vari servizi del territorio rivolgono alla comunità ed alla "società civile" hanno evidenziato la necessità di offrire questo servizio.
I possibili destinatari sono soggetti che, seguiti dalla Divisione di Malattie Infettive  degli Ospedali Riuniti di Bergamo, presentino condizioni di severità dello stato di sieropositività e/o malattia e chiedano di entrare in un progetto di cura e di recupero dell’autonomia psico-fisica e sociale.
Per i soggetti provenienti dall’area carceraria, ritenuti dall’ufficio del Giudice o dal Magistrato di Sorveglianza ammissibili a questo beneficio, è offerta la possibilità di usufruire di percorsi alternativi.

"Casa San Michele è aurorizzata ad accogliere 5 persone in regime residenziale e 2 persone in regime diurno."

Quali sono i principi di fondo e come operiamo

Il progetto prevede la "presa in carico" della persona e del suo mondo vitale: lo si vuole "prendere per mano" ed accompagnare in un percorso che prevede trattamenti sanitari, pedagogici, lavorativi e di risocializzazione.
L’assistenza all’ospite è guidata da tre  criteri: globalità, continuità, gradualità.
Il criterio specifico principale è quello della globalità. Con questo termine si intende indicare l’attenzione costante sia a tutte le dimensioni dell’individuo che a tutte le tappe della sua esistenza. Si è convinti che la promozione va oltre il superamento degli aspetti deficitarii e il soddisfacimento di particolari bisogni e che non ci sono tempi inutili per favorire la pienezza della vita della persona.
Criterio guida nell’elaborazione e attuazione del piano promozionale della persona in cura è il rispetto e la valorizzazione di tutto ciò che costituisce la sua individualità: la sua storia e il suo vissuto, la sua condizione attuale, la sua cultura e il suo ambiente sociale.
Il criterio della gradualità impegna tutti a rispettare le varie situazioni dell’uomo  commisurando di volta in volta gli interventi in proporzione all’età, ai ritmi e alle forze di ciascuno e dedicando il tempo e la pazienza necessari perché le varie proposte siano adeguatamente accolte.
Questi criteri sono poi integrati con quello della continuità, per cui il lavoro è portato avanti giorno dopo giorno, senza tempi vuoti e senza sbalzi,senza alternare cioè momenti di euforia e di frenetica attività a momenti di stasi. Tutto ciò orientato dalla necessità di creare le condizioni perché il soggetto recuperi la capacità di provvedere autonomamente alle attività di vita quotidiana e per poter, dopo il periodo di restrizione e risocializzazione, ritornare nella comunità e provvedere a se stesso; quindi il progetto personalizzato, oltre ai riferimenti valoriali generali, racchiude un intervento educativo centrato sulla quotidianità e sulla vita di comunità propria della casa.
Il progetto si ripromette il conseguimento dei seguenti obiettivi: 

  • Accettazione dei propri limiti in relazione al suo stato di salute e delle restrizioni della libertà personale;
  • Individuazione e valorizzazione delle risorse necessarie al soddisfacimento in autonomia delle attività di vita quotidiana e di responsabilità nella relazione con l’altro;
  • Miglioramento e/o stabilizzazione di situazioni di cronicità psico fisica, nell’attuazione di mirati e personalizzati trattamenti terapeutici verso i quali sarà orientata l’attenzione dell’ospite;
  • Riprogettazione di un percorso di autonomia personale finalizzata al reinserimento, ove possibile, nella famiglia, nel lavoro, nella comunità.

Come siamo organizzati

Le figure previste sono educatori professionali a tempo pieno, infermiere e medico per il tempo necessario richiesto dalle cure, psicologo per colloqui programmati, addetto alla confezione dei pasti con supervisione del/la dietista, animatori per la socializzazione, assistente sociale per i progetti individualizzati, assistente spirituale, volontari, personale religioso con qualifiche professionali diverse a garanzia di un contributo professionale profondamente umano, competente e completo.

Con quali servizi pubblici e privati collaboriamo

Il presente progetto richiede la responsabilità di numerosi soggetti e la messa in campo di sinergie tra gli  OO.RR. di Bergamo con il Reparto di Malattie Infettive, l’ASL, i SerT, i vari Servizi del Territorio, la Caritas Diocesana Bergamasca, la Casa Circondariale, l’Ufficio del Giudice e/o del magistrato di Sorveglianza, il Centro Servizi Sociali Adulti di Brescia:
 
  • La Divisione di Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Bergamo per l’assistenza sanitaria specifica;
  • L’ASL, oltre che titolare della sorveglianza sanitaria sulla Casa, dovrà essere soggetto attivamente partecipe per garantire i trattamenti specialistici ambulatoriali e le verifiche periodiche dei progetti;
  • I SerT  e i vari Servizi Territoriali (Comuni...) per le segnalazioni ed i percorsi di reinserimento;
  • La Caritas Diocesana Bergamasca per l’integrazione con le realtà ecclesiali;
  • La Casa Circondariale della città per le segnalazioni e l’attivazione del percorso di accoglienza per i detenuti;
  • L’Ufficio del giudice e/o Magistrato di Sorveglianza per le istruttorie necessarie, la selezione dei casi e le varie autorizzazioni;
  • Il C.S.S.A. per eventuali progetti di affidamento.

Galleria fotografica

Casa San Michele Panorama Panorama
Cucina Salotto Camera da letto
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Documenti

Regolamento San Michele 2006 Download
Progetto San Michele 2006 Download
Copyright © 2006 Comunità Emmaus onlus - Chiuduno (BG) - CF 01548250164 Inizio pagina