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Casa Raphael  

Perchè questo nome

Arcangelo RaffaeleIl nome è tratto dal libro di Tobia: l’arcangelo Raffaele intercede presso Dio perchè Tobia guarisca dalla cecità. Così Casa Raphael è pensato come il luogo dove l’arcangelo intercede presso Dio per la guarigione fisica (ma ancor più spirituale) degli ospiti.

Quando siamo nati e perchè

Le origini di casa Raphael risalgono a casa S. Michele, nata nel 1989 per l’ accoglienza di ammalati di AIDS.
Tale struttura, si è nel tempo rivelata insufficiente: sia per accogliere il numero sempre crescente di ospiti, sia per la difficoltà di ordine ‘psicologico’ di far convivere due tipologie molto diverse  di ammalati, quelli autosufficienti e quelli terminali.
La chiesa di Bergamo, nella figura del Vescovo, ha voluto riadattare la casa ricevuta in donazione dalla partigiana Adriana Locatelli, adibendola all’opera specifica di assistenza dei malati terminali; ricavando una struttura con ampi spazi e dieci posti letto.
L’inaugurazione è avvenuta nel 1999.

Cosa facciamo e a chi ci rivolgiamo

L’obiettivo è creare una ‘casa’ accogliente e ospitale, che offra aiuto, ascolto, dialogo, disponibilità e serenità e si proponga nello specifico di:

  • assistere la persona malata di Aids in fase terminale, cercando di dare un senso a una sofferenza apparentemente disperata;
  • accompagnare la persona, riconciliata con la vita, ad una morte serena, recuperando se possibile, un senso anche per quest’ultima;
  • sostenere i famigliari degli ospiti, psicologicamente e affettivamente, prima e dopo la morte dei malati;
  • creare sinergie con le realtà del territorio, al fine di avvalersi di ogni tipo di contributo possibile;
  • offrire al personale e ai volontari che collaborano momenti formativi, per un supporto psicologico e operativo.
Le persone che arrivano a casa Raphael sono segnalate dai Dipartimenti di cura e prevenzione delle Assl dei territori di provenienza, sia della regione Lombardia che delle altre regioni italiane.

Casa Raphael è autorizzata ad ospitare fino a 10 persone in regime residenziale.

Quali sono i principi di fondo e come operiamo

Il senso del servizio ruota tutto attorno alla centralità della persona.
Ogni uomo è considerato immagine di Dio, creatura pensata, voluta e amata da Lui.
Se dunque ha tale dignità, è naturale accoglierlo così come è, senza giudicare il suo passato e il suo presente; cercando di dare un senso a ciò che apparentemente senso non ha più, in modo che, sentendosi amato e accolto, si ritrovi come persona, nella dimensione umana (non solo corpo malato, ma soggetto capace di senso e di relazioni) e in quella spirituale (nella serenità ritrovata, capace di aprirsi al Divino).

Il progetto prevede la "presa in carico" dell’uomo e del suo mondo vitale. Lo si vuole "prendere per mano" ed accompagnare in un percorso che prevede trattamenti sanitari, pedagogici, psicologici e di risocializzazione.
L’assistenza all’ospite sarà guidata da tre criteri: globalità, continuità, gradualità:
Con il termine globalità si intende indicare l’attenzione costante a tutte le dimensioni dell’individuo e a tutte le tappe della sua esistenza.
il criterio della gradualità impegna tutti a rispettare le varie situazioni dell’uomo  commisurando di volta in volta gli interventi in proporzione all’età, ai ritmi e alle forze di ciascuno, e dedicando il tempo e la pazienza necessari perché le varie proposte siano adeguatamente accolte.
Infine la continuità, per cui il lavoro sarà portato avanti giorno dopo giorno, senza tempi vuoti e senza sbalzi, senza alternare cioè momenti di euforia e di frenetica attività a momenti di stasi.

Come siamo organizzati

Il Responsabile dell'Associazione è un medico volontario, una Infermiera professionale coordina gli aspetto sanitari. Sono presenti poi due educatori e quattro operatori socio-sanitari. Il personale professionale è integrato da una decina di volontari che assolvono servizi vari e gestiscono momenti di animazione all'interno della struttura.
Una psicologa accompagna e supervisiona il percorso degli operatori e dei volontari.
Assidua, attenta e qualificata è la presenza del parroco e della comunità di Torre Boldone.

Con quali servizi pubblici e privati collaboriamo

Intratteniamo rapporti di collaborazione ed integrazione con tutti gli Enti e le Istituzioni che s’interessano dell’AIDS e delle condizioni di "terminalità" dell’uomo.
In particolare con:
 
  • gli Ospedali "Riuniti" di Bergamo e altri ospedali di provenienza dei soggetti presi in carico per i trattamenti diagnostici e terapeutici;
  • l’ASL per tutti gli aspetti correlati alle accoglienze: le certificazioni sanitarie, la scelta e revoca del medico, le visite d’invalidità, le questioni legate alla tossicodipendenza;
  • la Diocesi di Bergamo, titolare del progetto, della "filosofia" che lo sostiene e impegnata nel proseguimento dell’iniziativa;
  • la Caritas Diocesana che, mediante lo specifico laboratorio, favorisce la discussione del bisogno correlato all’evoluzione dell’AIDS;
  • il CICA (Coordinamento Italiano Case Alloggio) e il Coordinamento Regionale delle Case Alloggio per malati di AIDS, per scambio d’esperienze ed informazioni riguardo dati statistici, modalità organizzative e  processi d’accreditamento;
  • i Comuni ed altri Enti Locali Territoriali di provenienza del soggetto accolto;
  • la Parrocchia di Torre Boldone con l’impegno assiduo e prezioso del parroco nella celebrazione dei sacramenti e dei momenti forti dell’anno liturgico e il coinvolgimento dei volontari.

Dove trovarci, come contattarci

Via Calvarola, 2 - 24020 - Torre Boldone (BG) - Telefono: 035.41.24.386 - Fax: 035.45.34.008
Email:

Galleria fotografica

Casa Raphael Chiesetta Cucina Sala relax Corridoio Camera da letto

Documenti

Dal buio alla luce
Nicodemo a Casa Raphael
Il libro dal titolo "Dal buio alla luce - Nicodemo a Casa Raphael" di Ezio Bolis può essere scaricato liberamente per uso personale. La pubblicazione può essere effettuata a condizione che ne sia citata la fonte "www.comunitaemmaus.it", che il diritto di copyright sia riconosciuto "Copyright (c) 2010 Comunità Emmaus onlus - Chiuduno (BG)" e che l’autore ne sia informato "info@comunitaemmaus.it".
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