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Casa Raphael  
Casa Raphael

Perchè questo nome

Arcangelo Raffaele
Il nome è tratto dal libro di Tobia: l’arcangelo Raffaele intercede presso Dio perchè Tobia guarisca dalla cecità. Così Casa Raphael è pensato come il luogo dove l’arcangelo intercede presso Dio per la guarigione fisica (ma ancor più spirituale) degli ospiti.

Dove trovarci, come contattarci

Mappa Stradale
Sede operativa: Via Calvarola, 2 - 24020 - Torre Boldone (BG)
  Telefono: 035.41.24.386
  Fax: 035.45.34.008
Email: casaraphael@tiscali.it
Sito Web: www.comunitaemmaus.it

Quando siamo nati e perchè

Le origini di casa Raphael risalgono a casa S. Michele, nata nel 1989 per l’ accoglienza di ammalati di AIDS.
Tale struttura, si è nel tempo rivelata insufficiente: sia per accogliere il numero sempre crescente di ospiti, sia per la difficoltà di ordine ‘psicologico’ di far convivere due tipologie molto diverse  di ammalati, quelli autosufficienti e quelli terminali.
La chiesa di Bergamo, nella figura del Vescovo, ha voluto riadattare la casa ricevuta in donazione dalla partigiana Adriana Locatelli, adibendola all’opera specifica di assistenza dei malati terminali; ricavando una struttura con ampi spazi e dieci posti letto.
L’inaugurazione è avvenuta nel 1999.

Cosa facciamo e a chi ci rivolgiamo

L’obiettivo è creare una ‘casa’ accogliente e ospitale, che offra aiuto, ascolto, dialogo, disponibilità e serenità e si proponga nello specifico di:

  • assistere la persona malata di Aids in fase terminale, cercando di dare un senso a una sofferenza apparentemente disperata;
  • accompagnare la persona, riconciliata con la vita, ad una morte serena, recuperando se possibile, un senso anche per quest’ultima;
  • sostenere i famigliari degli ospiti, psicologicamente e affettivamente, prima e dopo la morte dei malati;
  • creare sinergie con le realtà del territorio, al fine di avvalersi di ogni tipo di contributo possibile;
  • offrire al personale e ai volontari che collaborano momenti formativi, per un supporto psicologico e operativo.
Le persone che arrivano a casa Raphael sono segnalate dai Dipartimenti di cura e prevenzione delle Assl dei territori di provenienza, sia della regione Lombardia che delle altre regioni italiane.

Casa Raphael è autorizzata ad ospitare fino a 10 persone in regime residenziale.

Quali sono i principi di fondo e come operiamo

Il senso del servizio ruota tutto attorno alla centralità della persona.
Ogni uomo è considerato immagine di Dio, creatura pensata, voluta e amata da Lui.
Se dunque ha tale dignità, è naturale accoglierlo così come è, senza giudicare il suo passato e il suo presente; cercando di dare un senso a ciò che apparentemente senso non ha più, in modo che, sentendosi amato e accolto, si ritrovi come persona, nella dimensione umana (non solo corpo malato, ma soggetto capace di senso e di relazioni) e in quella spirituale (nella serenità ritrovata, capace di aprirsi al Divino).

Il progetto prevede la "presa in carico" dell’uomo e del suo mondo vitale. Lo si vuole "prendere per mano" ed accompagnare in un percorso che prevede trattamenti sanitari, pedagogici, psicologici e di risocializzazione.
L’assistenza all’ospite sarà guidata da tre criteri: globalità, continuità, gradualità:
Con il termine globalità si intende indicare l’attenzione costante a tutte le dimensioni dell’individuo e a tutte le tappe della sua esistenza.
il criterio della gradualità impegna tutti a rispettare le varie situazioni dell’uomo  commisurando di volta in volta gli interventi in proporzione all’età, ai ritmi e alle forze di ciascuno, e dedicando il tempo e la pazienza necessari perché le varie proposte siano adeguatamente accolte.
Infine la continuità, per cui il lavoro sarà portato avanti giorno dopo giorno, senza tempi vuoti e senza sbalzi, senza alternare cioè momenti di euforia e di frenetica attività a momenti di stasi.

Come siamo organizzati

Il Responsabile dell'Associazione è un medico volontario, una Infermiera professionale coordina gli aspetto sanitari. Sono presenti poi due educatori e quattro operatori socio-sanitari. Il personale professionale è integrato da una decina di volontari che assolvono servizi vari e gestiscono momenti di animazione all'interno della struttura.
Una psicologa accompagna e supervisiona il percorso degli operatori e dei volontari.
Assidua, attenta e qualificata è la presenza del parroco e della comunità di Torre Boldone.

Con quali servizi pubblici e privati collaboriamo

Intratteniamo rapporti di collaborazione ed integrazione con tutti gli Enti e le Istituzioni che s’interessano dell’AIDS e delle condizioni di "terminalità" dell’uomo.
In particolare con:
 
  • gli Ospedali "Riuniti" di Bergamo e altri ospedali di provenienza dei soggetti presi in carico per i trattamenti diagnostici e terapeutici;
  • l’ASL per tutti gli aspetti correlati alle accoglienze: le certificazioni sanitarie, la scelta e revoca del medico, le visite d’invalidità, le questioni legate alla tossicodipendenza;
  • la Diocesi di Bergamo, titolare del progetto, della "filosofia" che lo sostiene e impegnata nel proseguimento dell’iniziativa;
  • la Caritas Diocesana che, mediante lo specifico laboratorio, favorisce la discussione del bisogno correlato all’evoluzione dell’AIDS;
  • il CICA (Coordinamento Italiano Case Alloggio) e il Coordinamento Regionale delle Case Alloggio per malati di AIDS, per scambio d’esperienze ed informazioni riguardo dati statistici, modalità organizzative e  processi d’accreditamento;
  • i Comuni ed altri Enti Locali Territoriali di provenienza del soggetto accolto;
  • la Parrocchia di Torre Boldone con l’impegno assiduo e prezioso del parroco nella celebrazione dei sacramenti e dei momenti forti dell’anno liturgico e il coinvolgimento dei volontari.

Galleria fotografica

Casa Raphael Chiesetta Cucina
Sala relax Corridoio Camera da letto
Fai click sulle foto per ingrandirle!

Documenti

Regolamento Raphael 2006 Download
Progetto Raphael 2006 Download
Copyright © 2006 Comunità Emmaus onlus - Chiuduno (BG) - CF 01548250164 Inizio pagina