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Perchè questo nomeIl nome CasaChiara vuole ricordare da un lato la figura della Beata Chiara Bosatta, la religiosa che ha ispirato la nascita della Congregazione delle Suore della Divina Provvidenza (ramo femminile dei religiosi guanelliani) proprietaria dell’immobile presso cui è ospitato il servizio. D’altro lato, vuole richiamare la dimensione della casa accogliente: casa “chiara” e luminosa, locanda sempre aperta, dove anche la persona in difficoltà possa sperimentare cosa significa essere accolta.
Dove trovarci, come contattarci
Quando siamo nati e perchè“CasaChiara” nasce nell’anno 1993 come Centro di Pronto Intervento per l’accoglienza di mamme con bambini che, per diversi motivi, dovevano essere allontanati dal loro nucleo familiare per periodi di tempo limitati e con l’obiettivo educativo del reinserimento o del recupero della autonomia. Nel 2006, in occasione dei 30 anni dell’Associazione, è stato promosso un tavolo di riflessione con l’obiettivo di rielaborare l’esperienza maturata nel corso degli anni in questo e negli altri servizi rivolti ai minori e alla famiglia e dove analizzare le nuove sfide che la nostra società, in continua evoluzione e sempre più complessa, ci induce ad affrontare. Da ciò è scaturito il ripensamento di “CasaChiara” non più come centro di pronto intervento ma come spazio educativo diurno rivolto a minori inseriti in contesti familiari multiproblematici: la nuova “sfida” è stata quella di costruire percorsi capaci di prevenire forme di disagio più grave e in grado di evitare il ricorso ad interventi estremi e riparativi come, in particolare, l’allontanamento dal proprio nucleo familiare. La trasformazione di CasaChiara da comunità di pronto intervento a spazio educativo diurno è stata resa possibile grazie al contributo della Fondazione Cariplo e della Banca Popolare di Bergamo.Cosa facciamo e a chi ci rivolgiamoDall’attenta analisi dei servizi e dei progetti che l’associazione gestisce e dall’osservazione dell’evolversi della società, si sono evidenziate una serie di problematiche che oggi investono le famiglie ed i minori. Da un lato, infatti, ci sono famiglie ben strutturate ed equilibrate in grado di affrontare adeguatamente la realtà, dall’altro, famiglie in grave situazione di disagio che si evidenzia in condizioni di vita inadeguate, in disattenzioni educative e/o in vere e proprie forme di maltrattamento psico-fisico. La realtà evidenzia, però, un’area “grigia” in cui si colloca un numero crescente di famiglie, caratterizzata da forme di disagio e di fragilità “intermedie” e non sempre visibili che possono improvvisamente acutizzarsi a causa degli eventi negativi della vita (tra cui: perdita del lavoro, separazione dei genitori, malattia, improvvise crisi depressive, difficoltà nel rinnovo del permesso di soggiorno, perdita della casa, insostenibilità dell’affitto, ecc.). Spesso, il tessuto sociale familiare ed extra familiare dentro cui si collocano queste situazioni non sa o non vuole prestare attenzione a tali forme di disagio, inoltre, questo tipo di difficoltà non sempre sono visibili ai servizi pubblici e alle agenzie educative, sia perché la famiglia stessa non è in grado di riconoscere il proprio bisogno di aiuto, sia perché i servizi pubblici e le agenzia educative non sono ancora pronte per poter rispondere tempestivamente a questo tipo di bisogni.
Quali sono i principi di fondo e come operiamoI principi di fondo con cui si opera sono quelli propri dell’Associazione:
Come siamo organizzatiL’equipe è costituita secondo criteri di multidisciplinarietà e competenza: 1 Responsabile e coordinatore del progetto, 3 figure educative professionali con esperienza e competenze nella gestione di interventi socio-educativi residenziali e domiciliari, 1 psicologo consulente e supervisore, alcuni esperti in attività espressive e creative. All’equipe si affianca un gruppo di volontari e famiglie/risorsa, formati attraverso percorsi specifici e coinvolti nelle attività sia interne che esterne a CasaChiara.Con quali servizi pubblici e privati collaboriamoNel progetto sono attivamente coinvolti:
Galleria fotograficaDocumenti
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