Utente:
Password:
"in Ascolto" DIPENDENZE - Risposte  
    2006 | Indietro | Avanti | Oggi    
PBQ2009/1
lunedì 10 agosto 2009 18.51
Buongiorno, mio cognato (26 anni) fa uso di cocaina da circa 7 anni, il problema era ridotto finche lui si limitava ad usarla sporadicamente ora invece è diventata un'abitudine.Lui vive ancora in casa con i suoi genitori i quali hanno un' età piuttosto avanzata.
Il problema è che ora non lavora più, si è fatto licenziare, e conduce una vita molto molto ad di sopra delle sue possibilità. Non solo in casa è diventato irrascibile e violento (momentaneamente e fortunatamente ancora in modo verbale solo in 2 occasioni ha esagerato.) oltre alle mille bugie che racconta e che ci racconta giornalmente.
Soprattutto quando fa uso di cocaina sparisce per 1-2 giorni, non si riesce a trovarlo in nessun modo, finche poi torna come se niente fosse accaduto e iniziano i litigi.
Sua madre per controllarlo gli fa fare le analisi delle urine che prima veniva usate come minaccia ora non gli interessa più nulla, usa la cocaina e poi fa le analisi.
Di andare in comunità, di farsi curare non ne vuole sapere, perche a sentire lui "smette quando vuole" rifiuta il problema.
Tutte le persono che abbiamo sentito ci hanno consigliato di di buttarlo fuori di casa ma i pareri dei genitori sono contrastanti la madre vorrebbe ma il padre assolutamente no (ha paura che possa succedergli qualcosa).
Ora tra l'altro gli hanno pure ritirato la patente e lui prende la macchina per andarsene in giro comunque.
E' proprio fuori ogni tipo di controllo, abbiamo paura sia per lui ma anche che possa accadere qualcosa a qualcun altro innocente.
Cosa possiamo fare per aiutarlo e onvicerlo che si sta buttando via?
Grazie


La scelta di interrompere l’uso di sostanze è una scelta che poggia sulla volontà personale, pertanto è importante che sia suo fratello ad esprimere una volontà decisa. Esistono però delle piccole scelte della quotidianità che se fatte dal contesto possono creare delle condizioni per aiutare la persona a raggiungere maggiore consapevolezza della propria situazione ed a favorire un processo di presa in carico delle difficoltà personali.
La situazione che lei espone è molto complessa e riteniamo che meriti un ulteriore approfondimento la invitiamo pertanto a prendere contatto con il nostro servizio di ascolto per fissare eventualmente un appuntamento.
Rimaniamo a disposizione
Gilberto Giudici
PBQ2008/2
sabato 9 febbraio 2008 21.48
Buonasera,
Navigando in internet mi sono imbattuto nel Vs. sito, e vorrei esporvi la mia situazione. Fumo spinelli abbastanza abitualmente almeno un paio di volte al giorno e secondo me questo non è mai stato un grosso problema. Qualcuno mi ha detto che questo potrebbe causarmi dei problemi di salute.
Premetto che a parte una volta in cui ho usato cocaina non ho mai utilizzato altre sostanza.
Posso stare tranquillo??

g “78
Le conseguenze dell’uso di sostanze variano molto a secondo delle condizioni psicofisiche individuali. Rispetto alle conseguenze legate all’uso di cannabis la letteratura scientifica è molto varia in materia. Quello che ad oggi sappiamo è che sul mercato c’è attualmente della sostanza con un concentrato di THC (principio attivo) molto più elevato che in passato. Nel Regno Unito, sono stati segnalati alcuni mesi fa dei ricoveri legati ad un intossicazione da cannabis. Al fine di meglio considerare la sua situazione, le consigliamo di rivolgersi al servizio territoriale per le dipendenze competente per il suo territorio di residenza dove potrà essere sottoposto a tutti gli accertamenti diagnostici del caso e ricevere ulteriori e più approfondite indicazioni.
Staff
PBQ2008/1
giovedì 31 gennaio 2008 20.22
Buongiorno,
Scusate se vi disturbo, ma sono disperata. Sono sposata da quasi vent’anni con mio marito che ha una piccola attività artigianale ed abbiamo due figli ormai adolescenti. Con il lavoro di mio marito non ci è mancato mai niente, da un punto di vista economico, sino ad un paio di anni fa. Improvvisamente mio marito ha cominciato a fare più tardi del solito la sera, dicendomi che era per lavoro e mi ha chiesto di sottoscrivere dei finanziamenti per conto suo dicendomi che servivano per un buon affare di lavoro.
Circa un paio di mesi fa in un momento di sconforto mi ha detto di aver perso diverso denaro al gioco ed “alle macchinette” in particolare e di non sapere cosa fare. Una mia sorella mi ha consigliato di rivolgermi al Sert ma mio marito non vuole venire per paura di essere identificato come un tossicodipendente. Cosa posso fare datemi un consiglio per cortesia.
Sua sorella ha fatto benissimo a consigliarle di rivolgersi presso il Sert (Servizio Dipendenze) del suo territorio, ove troverà un equipe apposita che si occupa di problematiche connesse alla dipendenza da gioco. Al momento della presa in carico, se questo può rassicurare ulteriormente suo marito, potrà chiedere anche la presa in carico in forma anonima: in alcuni casi i servizi hanno predisposto ingressi specifici e spazi diversi per persone con questo tipo di problematiche
Presso il Sert suo marito potrà essere aiutato ed eventualmente anche indirizzato all’individuazione delle migliori forme di aiuto ivi compresa la partecipazione a gruppi di specifici.
Se ha bisogno di altre informazioni può tranquillamente ricontattarci.
Staff
PBQ2007/3
mercoledì 28 novembre 2007 21.30
Ho scoperto quasi per caso che mio fratello di 35 anni, separato da circa un anno, usa cocaina. Di fronte all’evidenza lo stesso mi ha confermato la cosa e mi ha detto di avere accumulato diversi debiti con banche e finanziarie. Per il momento, è riuscito a mantenere il lavoro, anche perché è sempre riuscito ad andarci con puntualità e con una certa efficienza nonostante tutto.
Il problema della droga è sempre stato per me un problema molto lontano, vorrei aiutare mio fratello ma non so cosa devo fare. Potreste consigliarmi?
Può consigliare a suo fratello di rivolgersi presso il servizio per le dipendenze (Sert) competente per il territorio di residenza e se le è possibile accompagnarlo agli appuntamenti che verranno fissati. In questo modo, lo potrà sostenere nel processo terapeutico che verrà concordato con l’equipe del servizio.
Nel frattempo, proponga a suo fratello di aiutarlo a ricostruire la situazione finanziaria in modo da poter avere un quadro esatto dell’intera situazione e per evitare che la situazione degeneri ulteriormente.

Cordiali saluti.
Staff
PBQ2007/2
domenica 25 novembre 2007 14.07
Buongiorno
Ho 41 anni e da diversi anni uso cocaina “tirata”. In alcuni periodi mi limito ad usarla durante i fine settimana e nemmeno tutti ed in altri con frequenza quasi giornaliera, come in quest’ultimo periodo per la verità. In questi ultimi mesi mi succede sempre più spesso di avere dopo l’uso delle percezioni strane, quasi una sorta di allucinazioni, che mi hanno spaventato. Queste percezioni sono legate all’uso di cocaina? Cosa devo fare???
L’uso di cocaina può provocare dei fenomeni dispercettivi la cui intensità e durata dipende dalle condizioni psicofisiche di ognuno. In alcuni casi, oltretutto, i fenomeni sono accentuati dalla presenza nella cocaina di sostanze da taglio che tendono ad accentuare gli effetti allucinatori. Le consigliamo comunque di rivolgersi per una consulenza presso il Servizio per le dipendenze competente per il suo territorio di competenza (Sert), dove l’equipe medica potrà sottoporla agli accertamenti diagnostici del caso.

Cordiali saluti
Staff
PBQ2007/1
venerdì 23 novembre 2007 10.39
Sono una mamma di un ragazzo di 17 anni che frequenta il Liceo, in questi giorni mentre riassettavo la sua stanza, ho trovato nascosto sotto alcuni vestivi un piccolissimo pacchetto di carta trasparente contenente una piccola pallina marroncina oltre ad alcuni fogli di carta leggera che non vedevo da tanto tempo e che vedevo usare per fare le sigarette.
Sono molto spaventata, non so cosa fare, vorrei avere un consiglio.
Grazie
È difficile, a partire dai cenni contenuti nella sua richiesta, fare un ipotesi di cosa potesse essere la sostanza che lei ha ritrovato nella stanza di suo figlio. Presumibilmente, si può pensare che sia haschish, una sostanza che viene fumata insieme al tabacco di una normale sigaretta.
In ogni caso e senza dare per scontata questa ipotesi, il consiglio che le diamo è quello di provare a parlarne a suo figlio, direttamente e senza timori, dandogli spazio per poter spiegare la situazione e dirle quello che sta succedendo.
Se lei volesse approfondire ulteriormente la questione eo in un secondo momento valutare meglio la situazione di suo figlio, potrebbe rivolgersi ai servizi per le dipendenze del suo territorio oppure, se risiede nel territorio della provincia di Bergamo, fissare un appuntamento presso il nostro Centro di Ascolto (Telefono 035838054).

Cordiali saluti
Staff
    2006 | Indietro | Avanti | Oggi    
Copyright © 2006-10 Comunità Emmaus onlus - Chiuduno (BG) - Codice Fiscale 01548250164 Inizio pagina